L’avvocato può inoltrare telematicamente la richiesta per ottenere l’attestazione di passaggio in giudicato mediante deposito di una “istanza generica” nel fascicolo di causa, indicando nelle note per la cancelleria “richiesta passaggio in giudicato”; eccetto il caso di cui all’art. 327 c.p.c., in allegato all’istanza deve depositare la prova della notifica della sentenza a tutte le parti in causa, compreso il Pubblico Ministero quando previsto.

La notifica alla Procura Generale presso la Corte d’Appello di Trieste (prot.pg.trieste@giustiziacert.it) e alla Procura della Repubblica di Udine (prot.procura.udine@giustiziacert.it) per il decorso del termine breve al fine del passaggio in giudicato delle sentenze di separazione e divorzio può essere fatta a mezzo PEC ai sensi dell’art. 28 del D.L. n. 76/2020 convertito con L. n. 120/2020, atteso che tali notifiche sono state ritenute valide dal Presidente del Tribunale di Udine con decreto del 22.9.2020.

In dettaglio gli allegati devono comprendere:

  • la ricevuta di avvenuta consegna in caso di notifica effettuata al mezzo PEC;
  • la scansione dell’atto notificato in caso di notifica a mezzo Ufficiale giudiziario o in proprio, unitamente a quella delle cartoline attestanti la compiuta notifica a mezzo del servizio postale o ai sensi dell’art. 140 c.p.c. Il relativo file deve essere munito della attestazione di conformità all’originale.

Nel caso in cui sia stata effettuata una correzione di errore materiale della sentenza, questa deve essere notificata unitamente al provvedimento di correzione.

All’istanza deve essere inoltre allegata la ricevuta telematica (file con estensione .XML) del pagamento del diritto di certificazione (€ 3,87). Tale modalità di pagamento è preferibile rispetto al pagamento mediante marca. Se il pagamento avvenisse con marca, la stessa dovrà essere scansionata e il relativo file deve essere depositato telematicamente con l’istanza. Entro 3 giorni dal deposito telematico la marca dovrà essere consegnata in cancelleria.

Verificato il rispetto di quanto sopra indicato (art. 285 D.P.R. 115/2002), la cancelleria rilascerà la certificazione del passaggio in giudicato caricando nei registri informatici il relativo documento.

L’avvocato può estrarre il duplicato della certificazione o la copia che, in tal caso deve autenticare ai sensi dell’art. 16 bis, comma 9 bis, del D.L. 179/2012.

Testo tratto dal capitolo 13/c del Vademecum 2018/2.

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